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Il sito della rivoluzione d'Ottobre

Trotsky

Trotsky Figlio di agiati coltivatori di origine ebraica, Trotzkij (o Trotsky), pseudonimo di Lev Davidovic Bronstein, nacque a Ianovka (provincia di Kherson, Ucraina) il 25 ottobre (7 novembre) 1879. La sua data di nascita coinciderà con quella della rivoluzione d'Ottobre 1917.
Durante gli studi universitari ad Odessa si legò ai circoli rivoluzionari della città (1897) avvicinandosi alle teorie marxiste. Mentre collaborava con il movimento Unione operaia della Russia meridionale fu arrestato dalla polizia zarista nel 1898 e deportato in Siberia. Quattro anni più tardi riuscì a fuggire sotto lo pseudonimo di Trotskij (dal nome di un carceriere della prigione di Odessa) ed a rifugiarsi nella città di Verkholensk.
Riparato a Londra nel 1902 collaborò con Lenin alla redazione del giornale Iskra. Prese parte al secondo congresso del POSDR nell'estate del 1903 e, nella disputa interna che divise il partito socialdemocratico russo, si schierò con i menscevichi contro Lenin.
Dopo aver rotto con i menscevichi nel 1904 ed essere entrato in contrasto con Plekhanov, rientrò in Russia nel 1905 e partecipò con funzioni direttive ai moti rivoluzionari di quell'anno, diventando presidente del Soviet di Pietroburgo. Nuovamente arrestato fu condannato all'ergastolo e alla deportazione a Tobolsk, in Siberia.
Riuscì a fuggire ancora nel 1908 e si rifugiò in Austria. A Vienna lanciò il foglio politico Pravda, del cui titolo si appropriarono più tardi i bolscevichi, con il quale tentò di riunire le due fazioni del RSDLP. In questo periodo sviluppò la sua teoria della "rivoluzione permanente".
Nel 1912 fu inviato dal quotidiano Kievskaia Mysl' nei Balcani, dove fu testimone della guerra del 1912-1913, funesto preludio della Prima Guerra Mondiale. In quel periodo fu corrispondente di guerra per diversi giornali. I suoi articoli furono successivamente raccolti nel volume Le guerre balcaniche 1912-1913 pubblicate nel 1926.
Nell'imminenza del primo conflitto mondiale Trotzkij si rifugiò nella neutrale Svizzera, e quindi a Parigi. Espulso dalla Francia, si spostò a New York. Nel 1915 scrisse il manifesto di Zimmerwald contro la guerra imperialistica. Fece ritorno a San Pietroburgo solo nel maggio 1917 ed aderì definitivamente al gruppo bolscevico. Guadagnando una sempre maggiore influenza grazie al suo impegno organizzativo ed alle sue indiscusse capacità oratorie, nel luglio entrò a far parte del Comitato centrale del partito. Nel settembre 1917 divenne presidente del Soviet di Pietrogrado e fu attivamente coinvolto negli sforzi per rovesciare il governo provvisorio. Lo scrittore Thomas Seltzer affermò: "Egli è senza dubbio il personaggio più sensazionale prodtto durante tutto il corso della rivoluzione russa ed è il suo unico grande organizzatore. Nessun uomo può oscurare la sua eminenza nella storia della rivoluzione eccetto Lenin. Essi rappresentano due personalità completamente contraddistinte. Essi sono due figure complementari. Trotzkij, Lenin e KamenevLenin e Trotsky sul palco durante un comizio nel 1920 Lenin rappresenta il pensiero; Trotsky rappresenta l'azione. Il genio di Trotsky avrebbe potuto bruciarsi nel suo selvaggio entusiasmo o nella sua rabbia distruttrice se non fosse stato raffreddato dall'influenza di Lenin. D'altra parte i piani di Lenin, non importa quanto attentamente preparati, non avrebbero trovato realizzazione senza il solido appoggio delle baionette di Trotsky".
Nel primo governo sovietico divenne Commissario del popolo per gli Affari esteri e con tale carica negoziò la pace con la Germania. Dopo essersi ritirato dai colloqui (10 febbraio 1918) nel tentativo di provocare una rivolta interna nell'esercito tedesco e di non cedere alle pesanti richieste della Germania, Trotzkij annunciò la decisione di non combattere più e di smobilitare l'esercito. Inaspettatamente però, il 18 febbraio, l'esercito tedesco riprese l'avanzata sfondando le sguarnite linee russe.
Il governo bolscevico dovette cedere e firmare il trattato di pace di Brest-Litovsk (3 marzo 1918) nel quale veniva sancita la cessione di Estonia e Lettonia, oltre a tutti i territori occupati dalle truppe tedesche, e la concessione di ingenti riparazioni economiche. All'Impero Ottomano venne concessa la zona della Transcaucasia.
Divenuto Commissario del popolo alla Guerra, Trotzkij fondò e condusse alla vittoria l'Armata rossa durante il lungo e sanguinoso conflitto civile contro i bianchi appoggiati dall'intervento imperialista occidentale.
Nel 1920 Lenin nominò Trotsky ministro delle ferrovie, in aggiunta al suo posto di ministro della guerra. Trotsky prese a viaggiare lungo tutta la Russia, cominciando immediatamente a lavorare con tutte le sue forze alla ricostruzione dei trasporti. Sostenne tesi molto radicali sia in campo economico, dove propugnò una pianificazione fondata sulla collettivizzazione della terra e uno sviluppo accelerato dell'industria, sia in campo internazionale, schierandosi a favore della rivoluzione permanente e quindi dell'esportazione della rivoluzione al resto dell'Europa. Pertanto entrò in contrasto con la trojka, succeduta a Lenin e formata da Stalin, Kamenev e Zinov'ev. Rimanendo in silenzio al dodicesimo congresso del Partito nel 1923, Trotzkij si rivelò incapace di opporsi attivamente a Stalin, il quale fu in grado di prendere il controllo del partito.
Trotsky con i soldati dell'Armata rossa Nel 1924 ebbe inizio l'emarginazione dell'ala trotzkista, che iniziò a farsi chiamare Opposizione di sinistra, e portò alle dimissioni di Trotzkij dalla carica di Commissario del Popolo alla Guerra e agli Affari della Marina (gennaio 1925). Schieratosi contro l'ondata reazionaria dello stalinismo, Trotzkij ed i suoi seguaci si posero in netto contrasto con la politica del "socialismo in un solo paese". I punti decisivi della polemica dell'Opposizione di sinistra furono la critica al regime autoritario vigente nel Partito, la critica allo sviluppo di deformazioni burocratiche nell'apparato statale sovietico, l'opposizione allo sviluppo di una nuova borghesia in seguito al prolungamento eccessivo delle misure di mercato della NEP; sul piano delle rivendicazioni, il gruppo di Trotsky chiese una politica di forte industrializzazione, un piano di collettivizzazione volontaria nelle campagne (da realizzarsi in tempi lunghi) e soprattutto la promozione su scala mondiale di nuove rivoluzioni proletarie (Cina, Germania), viste come unica soluzione ai pericoli di involuzione del regime interno dell'URSS.
La rottura definitiva della trojka nel 1926 portò alla coalizione tra Stalin e Bukharin e vide le frazioni di Kamenev e Zinov'ev allearsi al gruppo di Trotzkij, con il quale formarono la cosiddetta Opposizione unificata: quest'ultima propose al Comitato centrale una piattaforma alternativa alla linea staliniana, ma venne sconfitta.
Nell'autunno 1927, in occasione delle celebrazioni del decimo anniversario della rivoluzione d'Ottobre, i sostenitori dell'Opposizione e quelli di Stalin si fronteggiarono nelle piazze. Il 12 novembre Trotzkij e Zinov'ev vennero espulsi dal Partito Comunista Sovietico e dal Comintern (stessa sorte toccerà poche settimane dopo a Kamenev). L'Opposizione fu decapitata dei suoi dirigenti e si scatenò una persecuzione sistematica contro i suoi militanti.
Trotzkij fu confinato ad Alma-Ata (Kazakhistan) nel 1928 e, nel 1929 esiliato a vita dall'URSS. Stabilitosi in Turchia presso Costantinopoli attese alla stesura di alcuni dei suoi maggiori libri sulla rivoluzione, come La rivoluzione permanente (1930), La mia vita (1932) e Storia della Rivoluzione russa (1932). Passato nel 1933 in Francia ne fu espulso due anni dopo. Nei processi di Mosca del 1936 venne condannato a morte in contumacia.
Trotsky negli ultimi anni della sua vita Dopo aver abbandonato i suoi sforzi per riformare il Comintern, cominciò a lavorare alla costruzione di una nuova Internazionale. Si convinse che il suo lavoro per conto della Quarta Internazionale fosse rimasto il compito più importante della sua vita. Soggiornò quindi in Norvegia, ove scrisse La rivoluzione tradita (1937) una violenta denuncia dei crimini dello stalinismo. Ben presto dovette abbandonare anche la Norvegia e stabilirsi, su invito del pittore Diego Rivera, a Coyocán presso Città del Messico ove continuò la polemica antistaliniana, attraverso un Bollettino dell'opposizione, diffuso clandestinamente nell'URSS, e fondando nel 1938, la Quarta Internazionale, in opposizione all'Internazionale comunista.
Benché vivesse in una villa trasformata in una specie di fortezza sempre sorvegliata da agenti dalla polizia per il timore di attentati, il 24 maggio 1940, sopravvisse a un raid nella sua casa da parte di assassini stalinisti capitanati dal pittore Siqueiros.
Il 20 agosto 1940, in un nuovo attentato, fu colpito alla testa con una piccozza nel suo studio da un suo collaboratore, Ramon del Rio Mercader, sicario di Stalin. Trotsky morì il giorno seguente.
Scomparve così uno dei maggiori protagonisti della rivoluzione sovietica, nonchè uno dei massimi teorici del marxismo del Novecento e uno scrittore di finissime capacità (soprannominato Penna dai compagni di partito). Il suo ultimo articolo, ch'egli lascio ancora non finito sulla sua scrivania, riguardava la difesa del marxismo dai revisionisti e dagli scettici contemporanei.
Scrisse nel suo testamento:"Quali che siano le circostanze della mia morte, io morirò con la incrollabile fede nel futuro comunista. Questa fede nell'uomo e nel suo futuro mi dà, persino ora, una tale forza di resistenza che nessuna religione potrebbe mai darmi... Posso vedere la verde striscia di erba oltre la finestra ed il cielo limpido azzurro oltre il muro, e la luce del sole dappertutto. La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla di ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore".
James P. Cannon, collaboratore di Trotzkij negli USA, in occasione del suo necrologio funebre ebbe a scrivere:
La tomba di Trotzkij "Il compagno Trotsky fu condannato a morte anni addietro. I traditori della rivoluzione sapevano che la rivoluzione, con la sua tradizione e la sua speranza, viveva in lui. Tutte le risorse di un potente stato, messe in moto dall'odio e dal sentimento di vendetta di Stalin , furono riservate all'assassinio di un singolo uomo senza risorse e con solo una manciata di stretti collaboratori. Tutti i suoi aiutanti sono stati uccisi, sette fedeli segretari ed i suoi quattro figli [...]
I predoni capitalisti di tutto il mondo hanno compreso il significato del nome di Trotsky. L'amico degli oppressi, il fautore di rivoluzioni, era l'incarnazione di tutto ciò che essi più odiavano e temevano! Anche nella morte essi gli porgono oltraggio. I loro giornali spargono sporcizia sul suo nome. Egli fu esiliato dal mondo nei tempi della reazione. Nessuna porta gli venne aperta da nessuna parte se non nella Repubblica del Messico. Il fatto che a Trotsky fu sbarrato l'ingresso in tutti gli stati capitalisti è di per sé la più chiara refutazione delle menzogne degli stalinisti, di tutte le loro folli accuse secondo le quali egli avrebbe tradito la rivoluzione per rivoltarsi contro i lavoratori. Gli stalinisti non hanno mai convinto di questo il mondo capitalista. Neppure per un momento.
I capitalisti temono ed odiano perfino il suo corpo ormai senza vita! Le porte della nostra grande democrazia sono aperte a molti rifugiati politici, certamente. Ogni sorta di reazionari; canaglie democratiche che hanno tradito ed abbandonato i loro popoli; monarchici e persino fascisti – tutti sono stati accolti con un benvenuto nel porto di New York. Ma neanche il corpo senza vita dell'amico degli oppressi ha trovato asilo qui!".

La villa di Trotzkij a Coyoacán è stata conservata nelle stesse condizioni in cui si trovava il giorno del suo assassinio ed è oggi un museo. La sua tomba si trova nel terreno accanto alla casa.

Per approfondimenti sulla vita di Leon Trotsky consigliamo la lettura di Biografia di Trotsky del sito www.trotsky.it