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Il sito della rivoluzione d'Ottobre

Sverdlov

Yakov Mikhaylovich Sverdlov Yakov Mikhaylovich Sverdlov nacque a Nizhny Novogrod il 22 maggio 1885.
Figlio di un incisore ebreo, si iscrisse a diciassette anni al partito socialdemocratico russo ed aderì alla corrente bolscevica.
Svolse un ruolo importante nell'organizzazione del partito bolscevico negli Urali (soprattutto nella città di Yekaterinburg). Nel 1905 prese parte ai moti rivoluzionari e per la sua eloquenza si guadagnò la reputazione di grande oratore. Si occupò della fazione bolscevica prima negli Urali (1905-1907), poi a Mosca (1909).
Arrestato nel giugno del 1906, fu imprigionato per tre anni. Nel 1909 a Mosca, ove era un rivoluzionario ben noto, fu arrestato nuovamente e deportato in Siberia.
Riuscì a fuggire l'anno successivo dalla prigione ma fu di nuovo arrestato e condannato a quattro anni di detenzione.
Nell'autunno del 1912 evase nuovamente e raggiunse S.Pietroburgo ove lavorò alla redazione della Pravda. Venne eletto nella quarta Duma e nel comitato centrale del partito. Denunciato dall'agente Malinovsky, fu trasferito in esilio a Turukhansk in Siberia.
La sua scarcerazione avvenne solo nel 1917 quando fu proclamata l'amnistia dal governo provvisorio.
Egli si trasferì a Pietrogrado ed assunse la segreteria del partito: fra tutti gli altri membri si distinse per le eccezionali capacità organizzative nella progettazione della rivoluzione d'ottobre.
Fu eletto presidente del Comitato Esecutivo Centrale panrusso dei Soviet il 7 novembre 1917 e segretario del Comitato Centrale del partito bolscevico nel 1919.
Nel 1918 scrisse la costituzione della Repubblica socialista sovietica federata russa (R.S.F.S.R). Fu alleato fidato di Lenin, svolgendo un ruolo importante nelle decisioni del trattato di Brest-Litovsk: si pensava che Lenin fornisse le teorie e Sverdlov si assicurava che esse funzionassero. Malgrado la sua giovane età molti ritenevano che Lenin avesse scelto lui come suo successore alla guida del partito.
Un anno più tardi però, dopo aver tenuto discorsi in tutto il paese per incitare la popolazione a sostenere i bolscevichi nella lotta contro l'esercito bianco, si ammalò di tifo che lo condusse alla morte il 16 marzo 1919.
Nel 1924 la città di Yekaterinburg, in cui Sverdlov aveva compiuto così tanto il lavoro, prese il nome di Sverdlovsk in suo onore.