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Peteris Stucka

Peteris Stucka Peteris Ivanovich Stucka nacque il 14 luglio 1865 a Pakula vicino Koknese in Livonia, da una famiglia di ricchi contadini. Nel 1884, dopo gli studi in una scuola lettone, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di San Pietroburgo. In quel periodo entrò in contatto con un movimento marxista lettone, il Jaunstravnieki (Nuova tendenza), dove conobbe e strinse amicizia una altro collega lettone Janis Rainis. Nel 1888 entrambi si laurearono e si stabilirono a Riga.
Il 18 ottobre dello stesso anno, Stuck divenne redattore-capo del quotidiano marxista Dienas Lapa (Foglio del giorno), mentre Rainis ottenne un posto come redattore semplice. Nel 1897 il Jaunstravnieki e il Dienas Lapa vennero dichiarati fuori legge, e i due amici condannati a cinque anni di deportazione in Siberia. Nel frattempo Stuck sposò la sorella di Raines, Dora Pliekšans (1870-1950).
Al suo ritorno dalla Siberia, Stuck riprese la sua professione di avvocato e il suo impegno politico. Così, nel 1904 partecipò alla creazione del partito socialdemocratico del lavoro lettone (LSDSP) e divenne membro del Comitato Centrale. L'LSDSP rapidamente raccolse circa 14 000 membri. L'anno seguente partecipò attivamente alle insurrezioni del 1905 e, il 9 gennaio l'LSDSP lo incaricò di organizzare uno sciopero generale a Riga e capeggiare la rivolta. Questo grande evento fu duramente represso dalle truppe dello Zar.
Nel 1906 l'LSDSP aderì al Partito Social Democratico russo del lavoro e prese il nome di Partito social-democratico di Lettonia (LSD). Ma molti membri del movimento furono arrestati, tanto che nel 1911 lo stesso non contava più di 2000 membri. Sempre nel 1906 Stucka si unì a Lenin e divenne sostenitore delle tesi bolsceviche. Fin dal 1907 fu attivo nell'organizzazione del partito bolscevico a San Pietroburgo. Fece parte della seconda Duma dell'Impero russo da Febbraio a Luglio 1907 Dal 1911 fu tra i redattori del giornale bolscevico Zvezda (Stella) e del suo successore Pravda (Verità) finchè non venne dichiarato illegale nel 1914. Nel 1915 Stucka convertì l'LSD alla ideologia bolscevica, isolando gradualmente i menscevichi, sebbene l'organizzazione non contasse più di 500 membri. Nel febbraio 1917 partecipò alla nuova rivoluzione. Egli divenne capo dell'LSD e delle fazioni lettoni bolsceviche.
Dopo la Rivoluzione ottobre, Stucka fu nominato Commissario del Popolo per la Giustizia una posizione ricoprì fino al marzo 1918. Succesivamente, nel mese di agosto 1918, divenne vice-Commissario del popolo per gli affari esteri.
Il 3 marzo 1918, il governo bolscevico rinunciò ai territori lettoni firmando il trattato di Brest-Litovsk. Il 17 giugno i menscevichi rifiutarono l'autorità del bolscevichi e rifondarono il Partito socialdemocratico del lavoro lettone (LSDSP). Il 18 novembre 1918 il lettone Karlis Ulmanis dichiarò l'indipendenza della Lettonia. Il 17 dicembre Stucka assunse la guida del "Governo dei lavoratori, dei Tirailleurs e dei senza-terra" e il 23 dicembre Lenin riconobbe la sua autorità indipendente. Egli stabilì il suo governo a Valka, e poi a Riga quando questa cadde nelle mani dei bolscevichi il 3 gennaio 1919. Stucka prese come modello politico Lenin. Il Consiglio adottò, il 15 gennaio 1919, una costituzione modellata su quella della Russia bolscevica, proclamò Stucka stesso Presidente e Primo Ministro della Lettonia.
Cominciò così una violenta lotta contro coloro che non riconoscevano l'autorità del nuovo governo. Si adottarono molte misure sociali, come la confisca del bestiame e la nazionalizzazione della terra e delle imprese, che furono assegnate ai comitati di controllo dei lavoratori. Il 6 marzo 1919, Stucka divenne ufficialmente presidente del Partito comunista lettone. Ma Stucka dovette ancora scontrarsi con altri due governi lettoni: il governo di Karlis Ulmanis, sostenuto dagli alleati, e il governo di Andrievs Niedra, "l'uomo di paglia" del generale tedesco Rüdiger von der Goltz. Le truppe di Stucka non riuscirono a fronteggiare subito le truppe di von der Goltz, così, il 23 aprile 1919, i tedeschi conquistarono Riga e il 23 maggio 1919, Stucka fu costretto a rifugiarsi in Russia.
I cinque mesi al potere di Stucka si erano rivelati disastrosi: non solo la guerra aveva afflitto la popolazione, ma le sue iniziative sociali avevano acuito notevolmente le dificoltà provocate dalla carestia, che causò alcune migliaia di morti. Fino al 13 gennaio 1920, Stucka continuò a presiedere il governo sovietico nel territorio compreso tra il confine russo e quello lettone. L'11 agosto 1920, lo stato sovietico riconobbe ufficialmente l'indipendenza della Lettonia con il Trattato di Riga.
Stucka entrò a far parte del governo centrale di Mosca nel 1920 e divenne membro del Comitato esecutivo del Comintern. Dal 1921 fu vice-Commissario del popolo per la Giustizia. Tuttavia, nel gennaio 1923, Stucka si dimise dall'incarico per diventare Presidente del Tribunale Supremo della Repubblica federativa della Russia sovietica, una posizione ricoprì fino alla sua morte. Egli contribuì in modo significativo alla stesura di molte leggi della Repubblica sovietica, ritenendo il diritto penale lo strumento migliore per combattere i nemici politici dello Stato. Pubblicò molti libri di diritto, come Il ruolo rivoluzionario della legge e dello Stato nel 1921 e La rivoluzione della legge nel 1923. Dal 1925 al 1927, curò anche la redazione dell'enciclopedia Lo Stato e la legge.
Peteris Stucka morì il 25 gennaio 1932 a Mosca. Le sue ceneri furono deposte nelle mura della necropoli del Cremlino.