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Pjatakov

Grigorij Pjatakov Grigorij Leondovic Pjatakov, detto anche Kievskij, nacque il 6 agosto 1890 a Maryinsky nel distretto di Cherkasy, provincia di Kiev.
Mentre frequentava la scuola secondaria iniziò l'attività politica come anarchico. Si iscrisse al partito degli operai socialdemocratici russi nel 1910 e aderì nel 1912 alla fazione bolscevica.
Arrestato e deportato, trovò rifugio per alcuni anni in Giappone. Rientrato in Russia nel marzo del 1917, diresse il comitato rivoluzionario di Kiev e divenne Commissario del popolo per questa città, carica che in seguito si estese per tutta l'Ucraina.
Nel 1918 Pjatakov, a capo del gruppo dei "comunisti di sinistra", insieme a Bukharin, avversò le scelte di Lenin sullo sviluppo della rivoluzione socialista e sulla pace con la Germania, ma le sue opinioni su alcuni punti della teoria e della tattica nella lotta rivoluzionaria vennero respinte dal Comitato centrale del partito.
Egli fu tra i fondatori del Partito comunista bolscevico ucraino (CPbU) e ne fu eletto, al primo congresso, segretario.
Tra ottobre 1918 e metà gennaio del 1919 guidò il governo bolscevico provvisorio dei contadini e degli operai in Ucraina e partecipò alla costituzione dell'Armata rossa.
Negli anni della guerra civile dimostrò coraggio e un grande talento organizzativo che lo portarono alla ribalta del palcoscenico politico sovietico. Nel 1921 fu chiamato a guidare la Direzione centrale dell'Industria del carbone. Grazie all'introduzione di una violenta militarizzazione del lavoro e di una disciplina inflessibile la produzione carbonifera quintuplicò nel giro di un anno.
Nel 1922 divenne capo della delegazione del Gosplan (Gruppo di pianificazione statale) del RSFSR e vicepresidente del Consiglio supremo dell'economia nazionale dell'Urss.
Nell'ultima sua lettera al congresso, Lenin definì Pyatakov e Bukharin i "due più abili giovani uomini del partito".
Dal 1923 sostenne attivamente l'Opposizione di Sinistra di Trotzkij e Zinov'ev; per tale motivo venne espulso dal partito nel 1927.
Reintegrato nel 1928, dopo aver dichiarato la sua rinuncia al trotzkismo, occupò la carica di vice presidente del commissariato per l'industria pesante, favorendo l'industrializzazione della Russia nel anni Trenta.
Nel 1936 fu nuovamente espulso dal partito con l'imputazione di aver svolto attività cospirativa e antigovernativa. Fu accusato di collusione con la Germania nazista per impadronirsi del potere in Unione sovietica, offrendo in cambio ai tedeschi vasti territori russi.
Pjatakov fu incolpato di essere arrivato all'aereoporto di Oslo e di aver incontrato Trotzkij all'Hotel Bristol di Copenhaghen ma le accuse erano chiaramente infondate poichè nessun aereo straniero era stato registrato e l'Hotel Bristol aveva chiuso i battenti da tempo.
Il 30 gennaio 1937, al secondo processo di Mosca, Pjatakov fu giudicato colpevole di tradimento e giustiziato.