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Ordzhonikidze

Grigoriy Konstantinovich Ordzhonikidze Grigoriy Konstantinovich Ordzhonikidze, conosciuto generalmente come Sergo Ordzhonikidze nacque il 24 ottobre 1886 a Gorecha (Georgia).
Suo padre, un piccolo latifondista, gli permise di studiare medicina e di effettuare il tiricinio presso l'ospedale di Mikhailov a Tiflis. Dopo la laurea si avvicinò alla politica divenendo seguace di Lenin.
Prese parte alla rivoluzione in Transcaucasia (1905-1907), particolarmente nella città di Vladikavkaz, che prese in seguito il suo nome.
Fu arrestato ma riuscì a fuggire in Germania. Nel 1907 fu restituito alle autorità russe che lo confinarono a Bacu, dove conobbe Joseph Stalin e Stepan Shaumyan, e successivamente lo esiliarono in Siberia.
Dopo tre anni andò prima a Parigi, poi ritornò a San Pietroburgo ma venne di nuovo arrestato, con Stalin, nel 1912 e condannato a tre anni di lavori forzati. Dal 1915 al 1917 fu esiliato a Jakutsk. Allo scoppio della rivoluzione di febbraio tornò a San Pietroburgo e fu tra gli organizzatori dell'insurrezione armata dell'ottobre.
Durante la guerra civile Ordzhonikidze fu nominato Commissario del Popolo per l'Ucraina e partecipò ai combattimenti nel Caucaso. Ricoprì in seguito la carica di Presidente del comitato centrale del partito bolscevico(1926), membro del Politburo e Commissario per l'industria pesante (1930).
Nel 1936 Stalin cominciò a mettere in discussione la sua lealtà, particolarmente quando scoprì che egli stava usando la sua influenza per proteggere determinate figure del partito, quali L.Pjatakov.
Il 18 febbraio 1937, prima che potesse tenere un discorso all'assemblea plenaria del comitato centrale del partito a Mosca, probabilmente di denuncia dei processi arbitrari staliniani, Ordzhonikidze venne trovato morto in circostanze tuttora avvolte nel mistero. Il decesso fu archiviato come suicidio.
Trotzkij scrisse: "Dell'altro alleato di Stalin, Ordzhonikidze, Lenin pensava fosse necessario espellerlo dal partito a causa delle sue manipolazioni burocratiche nel Caucaso. Io mi opposi a ciò. Lenin mi rispose attraverso il suo segretario: 'Almeno per due anni'. Quanto poco poteva immaginare a quel tempo che Ordzhonikidze sarebbe diventato il capo della Commissione di Controllo che lui programmava di creare allo scopo di combatter la burocrazia staliniana e che doveva rappresentare la coscienza del partito".