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Il sito della rivoluzione d'Ottobre

Muranov

Matvei Konstantinovich Muranov Matvei Konstantinovich Muranov nacque in una famiglia di agricoltori a Rybtsy, nei pressi di Poltava (Ucraina), il 29 Novembre 1873.
Trasferitosi a Kharkov nel 1900, trovò impiego come operaio delle ferrovie. Entrò a far parte della fazione bolscevica del partito laburista socialdemocratico russo (RSDLP) nel 1904 e divenne membro del comitato locale del partito nel 1907.
Nel 1912 fu uno dei sei deputati bolscevichi della città di Kharkov eletti alla quarta Duma. Il 15 dicembre dello stesso anno Muranov sostenne il distaccamento definitivo del partito bolscevico dai menscevichi.
Nell'agosto del 1914 raggiunse, insieme ad altri delegati, Vladimir Lenin in esilio ed iniziò l'opera di propaganda contro il governo zarista tra i soldati russi impegnati nel conflitto mondiale. Servendosi della propria immunità parlamentare, Muranov ed altri compagni viaggiarono per il fronte bellico, promuovendo le attività rivoluzionarie del partito.
Arrestato nel novembre 1914, Matvei venne espulso dalla Duma e condannato, dopo che nel processo aveva rifiutato di attenuare le proprie responsabilità, per alto tradimento alla deportazione a vita a Turukhansky (Siberia orientale).
Lenin nel 1915 scrisse nell'opuscolo "Socialismo e guerra": Il compagno Muranov, deputato degli operai della provincia di Kharkov, ha detto al processo:
"Sapendo che il popolo mi ha inviato alla Duma non soltanto per occuparvi un seggio, sono andato sul posto per conoscere lo stato d'animo della classe operaia". Egli ha ammesso al processo di aver assunto le funzioni di agitatore illegale del nostro partito, di aver organizzato negli Urali un comitato operaio nello stabilimento di Verkhnieiset ed in altre località. Il processo ha dimostrato che i membri del gruppo operaio socialdemocratico alla Duma, dopo l'inizio della guerra, hanno percorso, a scopo di propaganda, quasi tutta la Russia; che Muranov, Petrovski, Badaiev ed altri hanno organizzato numerose riunioni di operai, nelle quali si sono votate risoluzioni contro la guerra, ecc. Il governo zarista ha minacciato agli imputati la pena di morte. A questo proposito, non tutti in quel processo si sono comportati coraggiosamente come il compagno Muranov.

Il 12 marzo 1917 Muranov potè ritornare a Pietrogrado e lavorò nell'ufficio del Comitato centrale del partito bolscevico. In quei mesi scrisse alcuni editoriali per la Pravda, appoggiando le posizioni moderate di Kamenev e Stalin, insieme a quest'ultimo divenne membro del Comitato esecutivo del Soviet di Pietrogrado.
Per il suo comportamento nel processo del 1915, Muranov acquisì notevole prestigio tra le fila del partito, che lo portò alla codirezione, insieme a Kamenev, della Pravda. Quando Lenin e Grigory Zinov'ev rintrarono in Russia (3 aprile 1917), si opposero alla linea filomenscevica di Kamenev-Stalin-Muranov e la sconfissero al Congresso panrusso del partito bolscevico (fine aprile).
Muranov venne mandato a Kharkov per dirigere il giornale locale dei bolscevichi, il Proletario.
Al sesto congresso del partito bolscevico (agosto 1917) venne nominato nel Comitato centrale ed entrò a far parte del relativo segretariato. Il 5 agosto il Comitato centrale lo elesse al suo ufficio permanente.
Durante la rivoluzione d'ottobre partecipò alla presa del potere dei bolscevichi e, al secondo congresso dei soviet, venne eletto al Presidium del Comitato esecutivo centrale panrusso. Il 27 ottobre divenne membro della Commissione Social-rivoluzionaria Bolscevica di Sinistra, incaricata della preparazione del secondo congresso dei soviet degli agricoltori.
Sostenne Lenin nei dibattimenti interni per l'approvazione del trattato di pace di Brest-Litovsk. Al settimo congresso del partito (marzo 1918) non venne rieletto al comitato centrale, ma tornò ad essere membro dello stesso dopo l'ottavo congresso (marzo 1919) e vi rimase fino al 1923. Tra il 1919 e il 1920 fu candidato all'Orgburo (il sotto-comitato del Politburo).
Si schierò con Stalin e nell'undicesimo congresso del partito (1922) divenne membro alla Commissione Centrale di Controllo, ove rimase fino al 1934, e fece parte della Suprema Corte dell'Urss (1923-1934). Nel 1934 entrò nel Comitato esecutivo centrale panrusso. Nel 1939 si ritirò in pensione.
Muranov si spense il 9 Dicembre 1959 a Mosca.