1917.org

Il sito della rivoluzione d'Ottobre

Molotov

Molotov Molotov (dal russo molot, martello) pseudonimo di Vjaceslav Mikhajlovic Skrjabin nacque a Kukarka (oggi Sovetsk) il 9 marzo 1890. Proveniente da una famiglia della classe media, venne mandato a studiare a Kazan, dove entrò in contatto con i primi gruppi marxisti.
Nel 1906 si unì all'ala bolscevica del Partito Social Democratico Russo. Venne arrestato nel 1909 dalla polizia zarista e confinato per due anni nel governatorato di Vologda. Nel 1911 si trasferì a San Pietroburgo e collaborò con i giornali clandestini Zvezda e Pravda. Fu arrestato nuovamente nel 1915 e confinato a Irkutsk, da dove fuggì l'anno seguente.
Si rifugiò a San Pietroburgo e insieme ad Alexandr Šljapnikov, fu dirigente del partito bolscevico durante la rivoluzione di febbraio, mentre gli altri capi erano in esilio all'estero. Quando avvenne la Rivoluzione d'ottobre, Molotov fu tra gli organizzatori bolscevichi del comitato militare rivoluzionario nella capitale russa.
Nel 1921 divenne Segretario del comitato centrale del partito comunista ucraino. Diresse la Pravda e, grazie alla sua fedeltà a Stalin, nel 1926 entrò a far parte del Politburo e, dal 19 dicembre 1930 al 9 maggio 1941 occupò la carica di Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo, succedendo a Rykov.
Nel Maggio 1939 sostituì Litvinov come Commissario del Popolo agli Affari Esteri (Ministro degli Esteri) e negoziò con Joachim von Ribbentrop, il patto di non-aggressione con la Germania nazista (Patto Molotov-Ribbentrop).
Il 17 luglio 1936 le truppe spagnole di stanza in Marocco, agli ordini del generale Francisco Franco, insorsero contro il governo repubblicano: fu l’inizio della sanguinosa Guerra Civile Spagnola (1936-1939), che vide da una parte i nazionalisti, appoggiati militarmente dall’Italia fascista, dalla Germania nazista, dal governo fascista del portoghese Salazar e dal favore della Chiesa, dall’altra le sinistre, moderatamente sostenute dall’Unione Sovietica.
Durante questo conflitto venne usato per la prima volta dalle organizzazioni operaie e da comitati rivoluzionari popolari, che si battevano a favore del governo repubblicano, un ordigno costituito da una bottiglia riempita di un liquido infiammabile (benzina o alcol) con uno straccio infilato nel collo della stessa. Dando fuoco allo straccio, l'arma, lanciata contro l'obiettivo, esplodeva provocando un incendio. A questo ordigno venne dato il nome di bomba Molotov (o bottiglia Molotov) in onore dell'allora Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo dell'Urss.
Molotov Nel 1941, quando iniziò l'invasione tedesca dell'Unione sovietica, Molotov fu nominato vicepresidente del Comitato di stato per la Difesa. Celebre fu un suo discorso (22 giugno 1941) di incoraggiamento al popolo sovietico, nel quale spiegò la situazione bellica ed incitò l'URSS a combattere fino alla vittoria finale.
Egli fu a capo della delegazione sovietica alla Conferenza di San Francisco, durante la quale venne fondata l'Organizzazione delle Nazioni Unite (1945).
Lavorò come Ministro degli Esteri fino al 1949 (quando venne sostituito da Andrej Vyšinskij), e ancora dal 1953 al 1956.
Dopo la morte di Stalin (1953) si schierò contro Nikita Kruscev, opponendosi alle denunce dello stalinismo, ma nel 1957 dovette dimettersi dalle cariche governative. Fu nominato ambasciatore in Mongolia (1957-1960) e rappresentante dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica a Vienna (1960-1962). Nel 1964 venne espulso dal Partito, per esserne riammesso solo nel 1984.
Molotov morì a Mosca l'8 novembre 1986, all'età di 96 anni.