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Il sito della rivoluzione d'Ottobre

Martov

Martov Jules Osipovic Cederbaum nacque a Costantinopoli il 24 settembre 1873.
Proveniva da una famiglia di intellettuali ebrei: il padre era corrispondente di numerosi giornali russi, il nonno, noto intellettuale, era stato il fondatore dei primi giornali della comunità ebraica russa. Sua madre, molto istruita, gli insegnò il tedesco e il francese.
Martov non ebbe coscienza di essere ebreo fino al 1881 quando il pogrom(sommossa popolare antisemita) seguito all'assassinio di Alessandro II, lo fece assistere a scene spaventose rivelandogli le sue origini.
Nel 1889 la sua famiglia si trasferì a Pietroburgo dove incontrò molti ostacoli da parte della polizia che contestava agli ebrei il permesso di risiedere nella capitale. Queste minacce segnarono profondamente Iules orientandolo verso le attività illegali in seno ai gruppi studenteschi. Fu arrestato prima nel 1892 poi nel 1894 e venne condannato ad abbandonare San Pietroburgo. Si trasferì a Vilno (Lituania) dove incontrò Kremer e i socialdemocratici del luogo. In questo periodo prese lo pseudonimo di Martov.
Egli si impose all'attenzione di tutti discutendo dei problemi del movimento operaio in modo colto e brillante; in lui, Lenin trovò un collaboratore fidato ed eccezionale. Insieme fondarono il Gruppo socialdemocratico di san Pietroburgo (1895).
Nel 1897 Martov creò con Kremer il Bund, la prima organizzazione operaia ebrea dell'impero. Egli raggiunse Lenin a Pskov nel 1900, dove già risiedevano Radcenko e Potresov, facendone così un centro di attività marxiste. Gli incontri di quel soggiorno portarono ad affinare la loro visione teorica e si arrivò alla conclusione che occorresse dotare la socialdemocrazia russa di un giornale, pertanto nacque l'Iskra (La scintilla).
Lenin e Martov nel 1897 Martov restò seguace di Lenin fino al congresso di Londra (1903) quando, entrando in contrasto con le sue posizioni, divenne fondatore e leader della corrente dei menscevichi.
Rompere con Jules fu particolarmente doloroso per Lenin, i due erano stati stretti collaboratori dai tempi dei circoli di Pietroburgo fino alla redazione dell'Iskra ed avevano affinato una grande intesa. E' certo che ogni volta che Martov avvicinava la propria linea politica a quella dei bolscevichi, Lenin si rallegrava moltissimo.
Egli cercò di riavvicinare la fazione bolscevica e riunificare il partito negli anni seguenti, ma i suoi sforzi furono vani e nel 1907 la scissione divenne definitiva.
Nel 1914 si oppose energicamente alla partecipazione della Russia alla prima guerra mondiale, in termini molto simili a quelli di Lenin e Trotzkij.
Dopo la rivoluzione di febbraio del 1917 criticò i menscevichi che si unirono al governo provvisorio, come Irakli Tsereteli e Fedor Dan, e che erano favorevoli alla continuazione della guerra. Ad un congresso dei menscevichi tenuto il 18 giugno 1917, Martov non riuscì ad ottenere il supporto dei delegati per una politica finalizzata a trattative di pace immediata. Dopo la rivoluzione d'ottobre egli si trovò sempre più emarginato politicamente; i menscevichi, come altri partiti politici, furono sciolti dal governo sovietico durante la guerra civile.
Emigrato a Berlino nel 1921, Martov pubblicò una Storia della socialdemocrazia russa poco prima della sua morte, avvenuta il 4 aprile 1923.