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Maksim Gorki

Maxim Gorki Maksim Gorki, in russo Gor'kij ("l'Amaro"), era lo pseudonimo di Aleksej Maksimovic Peskov.
Figlio di un ebanista, nacque a Niznij Novgorod il 28 marzo 1868. Rimasto orfano a soli 7 anni, fu allevato dai nonni. Presto, per vivere, dovette applicarsi ai mestieri più svariati (fattorino, manovale, giardiniere, sguattero su un bastimento, guardiano ferroviario) che lo portarono a conoscere, nei suoi vagabondaggi per la Russia del sud, tanta povera gente della quale desiderò interpretarne i sentimenti.
Nel 1889, tornò alla natia Niznij Novgorod (che poi sarà ribattezzata Gorkij) e trovò impiego come segretario di un avvocato. L'anno seguente pubblicò una raccolta di poesie: Il canto della vecchia quercia . Dalla sua esperienza di vita nacquero i suoi primi racconti romantici in cui descrisse la rivolta di eroi intrepidi e liberi, i bosjaki (“vagabondi”) contro la società: Makar Cudra (1892), Celkas (1895), Konovalov (1897) I Coniugi Orlov (1897) Schizzi e racconti (1898).
Nel 1889 fu arrestato dalla polizia zarista per i suoi legami con i rivoluzionari populisti.
Il suo primo romanzo, La vita è una sciocchezza! (1899), il racconto I tre (1901), i drammi Bassifondi o L'albergo dei poveri (1902), Piccolo borghesi (1902) e La vecchia Izergil (1906), contrassegnati da una forte critica sociale e da un'esaltazione patetica dell'uomo nella ricchezza della sua potenza creatrice, lo rivelarono come esponente delle correnti sociali più avanzate e gli procurarono una grande notorietà.
Stabilì contatti con gli intellettuali rivoluzionari, ma il contenuto sociale dei suoi scritti insospettì le autorità. Nel 1902 fu eletto membro onorario dell'Accademia delle scienze ma ne fu escluso per decisione del governo. Arrestato per aver partecipato ai moti rivoluzionari del 1905, scrisse in carcere il dramma I figli del Sole.
Liberato nel 1906 si recò prima in Inghilterra e in Francia e poi in Italia, a Capri, ove si stabilì, nella speranza di trovare giovamento dalla malattia polmonare da cui era affetto. In quest'isola organizzò una scuola per rivoluzionari russi emigranti e compose il più famoso dei suoi romanzi rivoluzionari La madre(1907), condiderato l'inizio della corrente artistica del realismo socialista.
Nel 1907, a Londra, al V congresso del partito bolscevico, conobbe Lenin, che lo andò a trovare nella sua villa di Capri alcuni anni dopo. Il soggiorno italiano gli ispirò un nuovo indirizzo nella sua narrativa, ora rivolta a creare immagini espressive di rivoluzionari coscienti o a ritrovare nella tradizione popolare le ragioni della libertà del proletario russo (La cittadina di Okurov, 1909; La vita di Matvej Kozemjakin, 1910-11).
Rimpatriato nel 1913, fondò un giornale disfattista e filo germanico: Letopis (Le cronache 1915). Partecipe agli anni del maggior travaglio del mondo russo, tradusse le sue inquietudini e le sue speranze, nella trilogia autobiografica Infanzia (1913-14) e Fra la gente (1915-16) .
Dopo la rivoluzione del 1917 venne nominato Ministro delle Belle Arti e fondò la casa editrice "Letteratura Universale". Ammalatosi di tubercolosi, tornò in Italia nel 1921 e si stabilì a Sorrento ove rimase fino al 1928. Con Le mie università (1923), creò un nuovo tipo di racconto realista, un'epopea soggettiva in cui sono fusi la rappresentazione della vita quotidiana e i tormenti dell'eroe lirico mentre nell' Affare Artamonov (1925) raffigurò il tramonto della borghesia russa ed infine, nella Vita di Klim Samghin (1927-36) caratterizzò la nuova figura dell'intellettuale impegnato ad insegnare i modi del realismo socialista.
Tornato definitivamente in partia nel 1931, si dedicò all’educazione dei nuovi scrittori. Maksim Gorki morì il 14 giugno 1936 a Mosca.
Lenin apprezzò sempre Gorki come artista affermando: "Gorki ha senza dubbio un talento artistico prodigioso, con cui si è già reso e si renderà ancora molto utile al movimento proletario internazionale", ma non mancò di rimproverarlo anche in modo severo su questioni politiche. A quelle critiche egli ribatteva ironicamente: "So di essere un cattivo marxista. Del resto, noi artisti siamo tutti un po' irresponsabili."
Considerato il creatore della letteratura realista e sociale sovietica, Gorki gode tuttora di un grande prestigio per il significato morale della sua opera oltre che per la semplicità e l'efficacia dello stile.