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Il sito della rivoluzione d'Ottobre

Dzeržinskij

Feliks Edmundovic Dzeržinskij Feliks Edmundovic Dzeržinskij nacque l'11 settembre 1877 a Kojdanow, vicino a Ivianets e a Rakau (Bielorussia occidentale) in una famiglia polacca della szlachta (la classe nobile in Polonia e nel Gran Ducato di Lituania).
Dopo essere stato espulso dalla scuola di Vilnius per attività rivoluzionaria, si unì al partito socialdemocratico lituano nel 1895. Fu tra i fondatori della Socialdemocrazia del Regno di Polonia e Lituania, nel 1900.
Dopo essere stato arrestato nel 1987 e nel 1900, fu condannato alla deportazione in Siberia. Riuscì a fuggire a Berlino, e rientrò in Russia per dare il suo appoggio alla rivoluzione del 1905. Imprigionato nuovamente a Okhranka, ne uscì soltanto nel 1912, ma in quello stesso anno fu arrestato di nuovo a Mosca.
Soggiornò in carcere fino al marzo 1917, quando fu liberato si unì al partito bolscevico. Nell'ottobre 1917 sostenne la linea di Lenin favorevole a un'insurrezione armata. Partecipò al rivolgimento dell'Ottobre 1917, guidando la presa della posta e del telegrafo di Pietrogrado. Al II Congresso dei Soviet fu eletto membro del Comitato Centrale Esecutivo Panrusso e del Presidium.
Per il suo carattere onesto ed incorruttibile si guadagnò il soprannome di "Felix di ferro". Lenin gli affidò il compito di creare un'organo della polizia segreta per combattere le minacce politiche interne e, Il 20 dicembre 1917, il Consiglio dei Commissari del Popolo stabilì ufficialmente la nascita della Vecheka ("Comitato Straordinario di tutta la Russia per combattere la Controrivoluzione ed il Sabotaggio" in seguito divenuto "Commissione Straordinaria di tutte le russie per combattere la contro-rivoluzione, la speculazione e l'abuso di potere"), comunemente abbreviato in Cheka.
Sotto la sua guida la Cheka, che ebbe la sua sede nel famigerato palazzo della Lubjanka, combattè con successo, negli anni della guerra civile, ogni opposizione antigovernativa, stabilendo un diffuso clima di terrore. La Cheka poteva incarcerare e procedere ad esecuzioni sommarie qualora lo ritenesse necessario, inoltre partecipò anche alla Guerra Civile con proprie unità militari che agivano come truppe di assalto.
Nel 1922, al termine della guerra civile, la Cheka diventò la GPU (Direttorato politico dello Stato), una sezione del NKVD (Commissariato del popolo per gli affari interni), ma ciò non diminuì il potere di Dzerzhinsky. Dal 1921 al 1924 egli fu Ministro degli Interni, capo del GPU, Ministro per le Comunicazioni e capo della Vesenkha (Consiglio supremo dell'Economia Nazionale).
Dzerzhinsky, grande amico di Lenin, dopo la morte di quest'ultimo si schierò dalla parte di Stalin, sostenendo la necessità di mantenere e sviluppare i meccanismi di mercato in economia e di attirare investimenti stranieri.
Feliks Edmundovic Dzeržinskij Morì per un'attacco di cuore il 20 luglio 1926 a Mosca proprio durante un discorso contro l'opposizione trotzkista.
Davanti alla Lubjanka, divenuto in seguito il palazzo del KGB, sorgeva una grande statua che lo raffigurava, che venne rimosso solo il 23 agosto 1991.
Trotsky, ne La mia vita, lo ricorderà con queste parole: "Dzerzhinsky non aveva opinioni proprie. Non si è mai considerato un politico, almeno finché era ancora in vita Lenin. In vaie occasioni mi aveva detto: 'Io non sono un pessimo rivoluzionario, forse, ma di certo non sono un leader, un uomo di Stato, un politico'.
Non si trattava di semplice modestia; il suo autogiudizio era essenzialmente corretto. In questioni politiche egli aveva sempre bisogno di qualche guida immediata. Per molti anni egli aveva seguito Rosa Luxemburg e con lei aveva combattuto la battaglia non solo contro il patriottismo polacco, ma anche contro il bolscevismo. Nel 1917 si unì poi ai bolscevichi. Lenin un giorno mi disse con gioia: 'Non c'è più traccia delle vecchie battaglie'. Durante i primi due-tre anni, Dzerzhinsky era particolarmente attratto da me. Nei suoi ultimi anni appoggiò invece Stalin. Nel suo lavoro in campo economico, faceva quel che doveva di ottima lena - facendo appelli, spronando e sollevando le persone da terra col suo entusiasmo. Non aveva idee serie riguardo lo sviluppo economico.
Egli condivideva tutti gli errori di Stalin e li difendeva con tutta la passione della quale era capace. E' morto praticamene in piedi, appena dopo aver lasciato la piattaforma dalla quale aveva tanto appassionatamente denunciato l'Opposizione"
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