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Il sito della rivoluzione d'Ottobre

Bukharin

Bukharin Nikolai Ivanovic Bukharin nacque a Mosca il 9 ottobre 1888, da due insegnati di scuola elementare.
All'età di sedici anni, insieme al suo caro amico Il'ja Ehrenburg, partecipò alle attività studentesche dell'Università di Mosca connesse alla Rivoluzione russa del 1905. Si iscrisse al Partito socialdemocratico russo nel 1906, divenendo sostenitore della fazione bolscevica.
Nel 1911, dopo una breve detenzione, Bukharin fu esiliato ad Onega presso Arcangelo, ma poco dopo si trasferì in Austria, poi in Svizzera, in Svezia ed infine ad Hannover. Durante l'esilio conobbe Vladimir Lenin, Lev Kamenev, Gregory Zinov'ev e Leon Trotsky.
Continuò i suoi studi tanto da diventare uno dei maggiori teorici del bolscevismo e lavorò per i giornali Pravda e Neue Zeit. Scrisse diversi libri, tra i quali il più importante fu certamente Imperialismo: la fase più altra del capitalismo, e fu editorialista del quotidiano Novy Mir (Nuovo Mondo) insieme a Leon Trotsky ed Alexandra Kollontai.
Bukharin tornò in Russia durante la rivoluzione di febbraio e si unì al Soviet di Mosca, iniziando a pubblicare il giornale bolscevico, Spartak. Divenne uno dei massimi dirigenti della rivoluzione d'ottobre e fu eletto nel Comitato centrale.
Bukharin guidò l'opposizione della Sinistra Comunista al trattato di Brest-Litovsk, sostenendo che invece i bolscevichi dovevano continuare lo sforzo bellico e tramutarlo in una spinta a livello mondiale per la rivoluzione proletaria. Nel 1921 moderò le sue posizioni e accettò le politiche di Lenin, incoraggiando lo sviluppo della Nuova Politica Economica.
Quando Lenin esalò l'ultimo respiro la sera del 21 Gennaio 1924 nella grande casa di Gorkij, l'unico dirigente del partito che assistette alla sua fine fu proprio Bukharin. Egli raccontò sulla Pravda: "Quando corsi nella stanza di Ilich, affollata di medici e zeppa di medicine, Ilich emise un ultimo sospiro. La testa ricadde, il viso sbiancò terribilmente. Lui emise un rantolo, le sue mani si abbandonarono. Ilich, Ilich non era più!"
Bukharin divenne membro a pieno titolo del Politburo nel 1924, e presidente dell'Internazionale Comunista (Comintern) nel 1926.
Bukharin Negli anni venti fu il maggiore teorico della transazione al socialismo attraverso lo sviluppo dei rapporti di mercato.
Durante la prima guerra mondiale venne in contatto con Trotsky a New York, in seguito divenne editore della Pravda (1918-29) presidente del Comintern (1926-29) e presidente della Terza Internazionale.
Membro del comitato centrale del Partito comunista sovietico nel 1924, Bukharin si schierò al fianco di Stalin, difendendo il comunismo sovietico contro i dottrinari socialisti tedeschi: la rottura tra i due avvenne però nel 1928 e nel 1929 venne estromesso dagli organismi dirigenti del partito.
Dopo un breve ritorno alla vita politica nei primi anni trenta (nel 1934 divenne redattore capo delle Izvestia), venne processato e fucilato il 13 marzo 1938 come "nemico del popolo", a causa di sporadiche critiche alle politiche di collettivizzazione forzata operate da Stalin.
Sotto Gorbachev, la moglie di Bucharin ha rivelato che la sua confessione era stata estorta con la tortura ed ha pubblicato suoi scritti, fino allora segreti, a riprova dei suoi reali pensieri.
Bukharin è visto come uno dei principali teorici del Partito bolscevico; fu autore de L’ABC del Comunismo, testo nel quale è ancora evidente il carattere internazionalista di stampo leniniano.
Ha avuto anche un ruolo importante nella teorizzazione del "Socialismo in un paese solo", scritto nel quale si è avuta una frattura netta col marxismo.
Victor Serge ha scritto di lui: "La sua mente era effervescente, sempre allerta e attiva, ma rigorosamente disciplinata".