1917.org

Il sito della rivoluzione d'Ottobre

L'Armata Rossa

Trotzkij parla ai soldati ell'Armata Rossa L'esercito russo nel 1918 si era sfaldato, sola era rimasta la Guardia rossa rivoluzionaria, fatta di volontari, che non possedevano né una gerarchia né capacità militari.
L'Armata Rossa, ufficialmente l'Armata rossa dei lavoratori e dei contadini, venne creata dalla trasformazione della Guardia rossa su decreto del Consiglio dei Commissari del Popolo il 15 gennaio 1918 (calendario giuliano). Il 23 gennaio 1918 (calendario gregoriano) fu il giorno in cui iniziarono nelle grandi città i reclutamenti di persone nell'Armata per difendere le frontiere dello stato sovietico e salvaguardare la rivoluzione dai suoi nemici interni. Questo giorno divenne in seguito festa nazionale, celebrato come Giorno dell'Armata Rossa ed attualmente come Giorno dei Difensori della Madrepatria.
Il comando supremo dell'Armata rossa (dal 1918 al 1924) fu affidato Lev Trotzkij, il Commissario del popolo per la Guerra, che viene tuttora considerato come il suo fondatore. Trotzkij si servì delle teorie Clausewitz e di Jaures per progettare un esercito popolare di tipo nuovo, ma nel clima di guerra civile dovette cedere alla necessità di adottare sistemi militari tradizionali.
Il reclutamento inizialmente volontario, divenne obbligatorio dal 29 maggio 1918 per gli uomini dai 18 ai 40 anni.
L'Armata rossa non ebbe il saluto militare né un sistema definito di gradi (venne instituito un ruolo di comando di basso livello chiamato «comandante», ma con il ruolo simile a quello di un tenente), gli ufficiali venivano scelti tramite elezioni, ma in seguito la nomina fu operata dall'alto, tenendo conto delle competenze specifiche.
Per sostenere il reclutamento di massa, vennero formati Commissariati Militari Regionali (voenkomat). Durante la guerra civile furono arruolati ufficiali che avevano militato nel vecchio esercito zarista (come il Generale Aleksei Brusilov), al fine di sfruttare le loro esperienze professionali.
L'Armata rossa, che dal 1919 ebbe uno suo stato maggiore, divenne la milizia nazionale e, dal 1922, l'esercito dell'Urss.
Lenin e Trotzkij (al centro della foto) con i soldati dell'Armata rossa Le autorità bolsceviche instituirono una commissione speciale, sotto la supervisione di Lev Glezarov, la quale aveva il compito di reclutare ex-ufficiali e sorvegliare il loro operato. Nell'agosto 1920 si contavano 315.000 ex-ufficiali, molti dei quali occuparono il ruolo di "consiglieri militari". Molti uomini dell'esercito imperiale, tra cui anche un membro del Consiglio Militare Supremo, Mikhail Bonch-Bruevich, erano già passati dalla parte dei bolscevichi dopo la Rivoluzione d'ottobre.
Trotzkij introdusse anche l'assegnazione ad ogni unità dell'Armata rossa di un commissario politico (Politruk), che aveva il ruolo di avallare le decisioni dei comandanti militari. Tale presenza perse la sua importanza alla fine della guerra civile.
Nel 1924 il sistema dei gradi venne integrato con l'introduzione delle categorie di servizio, da K-1 (la più bassa) a K-14 (la più alta); queste categorie fungevano da grado e indicavano l'esperienza e la qualifica dei comandanti; ma non la posizione. Il 22 settembre 1935 l'Armata Rossa abbandonò il sistema delle categorie di servizio, ed introdusse i gradi personali; che tuttavia consistevano, in un misto di titoli funzionali e gradi tradizionali. Per esempio i gradi includevano quelli di «luogotenente» e di Komdiv (comandante di divisione). Inoltre alcune complicazioni sorsero riguardo ai gradi da assegnare agli ufficiali politici («commissario di brigata», «2° commissario di armata»), ai corpi tecnici («3° ingegnere», «ingegnere di divisione»), ai corpi amministrativi, medici ed altri ruoli non combattenti.
Modernizzata da Tuchacevskij negli anni trenta, l'Armata rossa raggiunse la sua massima grandezza durante la seconda guerra mondiale, arrivando a contare 11 milioni tra ufficiali e soldati.
L'Armata Rossa conquista Berlino nel 1945 Nel 1943 ci fu una riunificazione del sistema dei gradi: i ranghi funzionali, già modificati anni prima, vennero definitivamente aboliti insieme al sistema dei commissari militari, e venne introdotta la parola «ufficiale» insieme alle epaulettes che sostituirono le precedenti insigne sulle divise militari.
Nel corso dello scontro che oppose Stalin a Hitler, i soldati dell'esercito sovietico furono impiegati sul fronte nordoccidentale, occidentale e sudoccidentale. Nel 1942 l'Armata subì gravi perdite durante le battaglie di Mosca, Leningrado e Kiev, ma alla fine contribuì a capovolgere la situazione nella battaglia di Stalingrado. Dopo la vittoria sulla Germania nazista il numero dei militari dell'Armata fu ridotto a circa 3 milioni.
Nel 1946 la denominazione Armata rossa, venne modificata in Armata sovietica, tuttavia in occidente il termine Rossa restò nell'uso comune.
Nel secondo dopoguerra l'Armata sovietica divenne una forza d'occupazione nei paesi satelliti del patto di Varsavia e fu utilizzata sopratutto per reprimere le rivolte contro i regimi comunisti: in Ungheria nel 1956 (vedi Rivoluzione ungherese) e in Cecoslovacchia nel 1968 (vedi Primavera di Praga). Tra il 1979 e il 1989 fu impiegata nella guerra dell'Afghanistan.
Con il crollo dell'URSS, nel 1991, anche l'Armata Rossa fu sciolta.